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Verso metà del 1700 l'arte europea che veleggia tra barocco e rococò cerca un porto sicuro in cui rifugiarsi per recuperare la sobria eleganza delle origini. Il porto è rappresentato dall'arte dell'Antica Roma e dell'Antica Grecia, modelli a cui si ispirano gli artisti neoclassici. L'abbondanza barocca e la leggiadria del rococò hanno, infatti, esaurito il loro migliore estro ed il prolifico ciclo dell'arte del primo Settecento va inevitabilmente scemando.
Gli occhi chiedono forme lineari, serene ed eleganti, come quelle riemerse dalle antiche città e fra tutti gli eventi eccezionali del preiodo citiamo gli scavi di Ercolano e Pompei, intrapresi nel 1738. L'eterna Roma torna ad essere il centro dell'arte, la capitale del Regno che è stato arricchito dall'opera di grandi artisti, venerati dai neoclassici. L'antichissimo patrimonio viene visto con uno sguardo nuovo da artisti alla ricerca di modelli che racchiudano l'ideale della Bellezza, rendendola disponibile per gli individui del Settecento.
Ogni campo dell'arte risente dell'estetica neoclassica che influenza scultori, letterati, pittori, architetti e musicisti. La bellezza classica e la sobrietà delle forme sono le nuove Muse che guidano gli artisti nel periodo delle grandi rivoluzioni europee, fra tutte quella francese, fino all'affermazione del Romanticismo.
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